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La boîte bleue, un atelier du laboratoire des enfants

Inviato da Virginie Marechal il

Créations éphémères

Ce samedi 26 juillet, les enfants de la RIDEF 2014 de Reggio ont vécu un atelier pratiqué depuis nombreuses années par Orietta BUSATTO et Lori ZANETTI : la boîte bleue. Ils ont mobilisé leur cinq sens, touché et senti la terre, les yeux fermés, écouté l'eau, reproduit son bruit…
 
L'équipe du laboratoire des enfants : Orietta BUSATTO, Lori ZANETTI, Maria BATTAIOTTO, Valentina BIDINOTTO, Eleonora ZUMMO, Iaia Maria D'AGOSTINO.
 

Ceramica con Andrea

Inviato da Renate Thiel il

    Andrea Sola 

Mi occupo di ceramica a livello professionale dedicandomi prevalentemente all’aspetto didattico e da circa dieci anni approfondisco le sue applicazioni in ambito pedagogico. I laboratori che sperimento in contesti scolastici ed extra scolastici, che ho chiamato “Il gesto e la parola”, vogliono avvicinare i bambini al mezzo espressivo estetico attraverso la strada della narrazione (anche autobiografica) per immagini.


 


I bambini vengono invitati a elaborare, individualmente o collettivamente, racconti reali o di fantasia che poi traducono in figure con la pittura e la modellazione con l’argilla.

 

 

Case tipiche per la RIDEF 2014 in Italia

Inviato da Claude Beaunis il

Proposta per una citta del mondo

 

Rossella Quaranta, insegnante M.C.E. di Brindisi, ha disegnato per la RIDEF 2014 in Italia il simbolo che le ha ispirato il tema del bambino e della città.

In un incontro di coordinamento il gruppo organizzatore ha pensato di proporre a tutti i gruppi della FIMEM di utilizzare questo simbolo nelle proprie scuole e classi sostituendo alla casetta tradizionale occidentale schemi di case tipiche del proprio paese, espressione della propria cultura.

Dislessia e lettura

Inviato da Léonard De Leo il

DISLESSIA E LETTURA

 

La migliore elaborazione pedagogica sulla lettura e la ricerca in neuroscienze devono incontrarsi e lavorare insieme su modalità di apprendimento della letto-scrittura che non rendano i bambini – in particolare quelli più deboli o divergenti – ‘prigionieri dello strumento’. Cioè, non autentici ‘lettori’, ma ‘decifratori’.